4400 km, dall’Italia alla Spagna : intervista di Luca

intervista viaggio in bici

In 2020, sotto la crisi sanitaria, Luca ha percorso 4400 km in bici partendo da casa sua per raggiungere la Spagna. Da Gavardo, in Italia, questo cicloviaggiatore ha pedalato fino a Cadice passando dalla Francia. In questa intervista, ci racconta le sue avventure. CycloVagabond vi porta nel viaggio in bici di Luca.

Ciao Luca, potresti presentarti a nostri lettori ?

Ciao, sono Luca, ho 50 anni e abito a Gavardo, in Lombardia. Sono un agente dell’aeroporto di Brescia. Sono un amante dei viaggi in bici, anche un po ‘selvaggio diciamo. Sto per aprire un B&B vicino al lago di Garda. Mi sto lanciando in quest’avventura e vedremo cosa succederà. Sarà un affittacamere Bike Friendly, ma non solo, quindi aperto un po a tutti. Sarà in campagna, a 2,5 km di Salò. Abbiamo un sacco di sentieri e di zone da visitare in giro. Se uno vuole staccare la spina, è perfetto ! Si chiamerà « Che vita !» che è la classica frasa che uso io !

Da quando viaggi in bici ?

Il mio primo viaggio in bici abbastanza impegnativo è stato in 2019, in Patagonia con Giuseppe (CycloVagabond). Abbiamo fatto l’Argentina e il Cile in un mese. Per me, è stato una bomba. Mi ha risvegliato quello che ero io da piccolo. Perché dalle nostre parti, siamo nati sulla bicicletta. Quindi non è mai stata abbandonata, ma non è mai stata presa sul serio come adesso.

Cosa ti piace di più nel viaggio in bicicletta ?

Mi sono innamorato di questo modo di viaggiare, silenzioso, a contatto con la natura. Non è troppo lento come andare a piedi, non è troppo veloce come andare in moto. Visto che io ho un passato di motociclista e che ho fatto tutta la mia vita sulle moto, ho riscoperto una cosa incredibile. In più, è economico volendo perché viaggi in autonomia. Una figata pazzesca !

Ma la cosa che mi piace di più della bici è proprio la calma che ti permette di stare veramente a contatto con la natura, gli animali, gli uccellini e il rumore del vento. Sono tutte queste cose che mi eccitano un sacco. Che in moto perdi per esempio. Le troveresti a piedi ma sei un po ‘limitato con le distanze. Devi avere molto molto più tempo.

Poi, mentre pedali la tua mente viaggia. Adesso, se dovrei fare un viaggio impegnativo preferirei la bici alla moto. Anche se la moto resta sempre la mia passione. Negli ultimi anni, il mio tenore di vita è cambiato. E sto cercando di godermi più le mie giornate. Già, da quando ho iniziato il mio lavoro in aeroporto (4 ore lavorativo al giorno). Alla differenza degli anni indietro, che lavoravo sempre 9 ore al giorno, ho capito che il tempo è più prezioso di qualsiasi cosa. Quindi, per questo la bici è una figata. Non dimentico la moto, non si sa mai nel futuro cosa succederà.

🚴🏻‍♀️ Da leggere anche : il racconto di Giuseppe sull’Islanda in bici.

In 2020, hai fatto 4400 km in bici da Gavardo in Italia a Cadice in Spagna, in un mese e mezzo. Cos’è stato il motivo per partire ?

Praticamente, è stato l’esplosione del Covid. La legge italiana mi avevano obbligato a vaccinarmi. Altrimenti non avrei potuto lavorare. Io, avevo una mia idea. Ho preferito mantenerla e ho deciso di non vaccinarmi. Ma, c’era una legge che diceva che tu non potevi essere licenziato se non andavi al lavoro. Però, naturalmente non venivi neanche pagato. E io ho deciso di prendere lo stacco. Ho scritto una lettera all’azienda per dire che non mi sentivo pronto a vaccinarmi e ho preso 2 mesi di stacco.

La mia compagna lavorava, mia figlia uguale ; mi sono detto : « Dai, stacco un po la spina. ». Visto che la Patagonia in bicicletta mi era molto piaciuto, ho avuto voglia di riprovare. Però, stando alle nostre televisione, era un casino anche muoversi. Quindi, non è che dicevi : « Carico la bici su un treno e vado in Francia. ». Non si poteva. Allora, ho preferito partire direttamente da casa mia.

viaggio in bici intervista sulla strada verso spagna

In qualche parole, puoi descrivere le regioni che hai attraversato ?

La mia meta era Granata perché avevo un amico che ci viveva, che aveva aperto una pizzeria al taglio. Allora, ho pensato di raggiungerlo. Solo che dopo mi sono fatto talmente prendere dal viaggio in bici che sono arrivato troppo presto a Granata ! Ho deciso di allungare il mio viaggio e sono andato fino a Cadice.

Le prime settimane, facevo parecchi chilometri al giorno visto che la strada era abbastanza piatta. Facevo 120/130 km al giorno in Lombardia e in Liguria, scendendo giù. Praticamente, da Gavardo, ho fatto Piacenza, sono andato a scollinare sopra le colline di Savona e sono sceso giù a Finale Ligure. Dopo, la strada è stata ancora tutta abbastanza piatta fino a Perpignan in Francia. Anche la Francia, devo dire che non è andata male.

Dopo, invece, quando sono arrivato sul confine tra la Francia e la Spagna, è diventato un po tutto su e giù. Quindi non superavo mai 70 km al giorno. Però, mi è venuto una carica addosso. Troppo bello ! Il pensiero di non avere niente da pensare e di avere tanto tempo. Alla fine, ti alzi sempre presto con la voglia di scoprire. Bello !

Durante questo viaggio, ho dormito quasi sempre in autonomia, in tenda. Ogni 3 o 4 giorni, andavo negli campeggi o negli alberghi 3 stelle per caricare lo smartphone, il powerbank, la frontale. Poi, mi lavavo anche !

🚴🏻 Leggi l’intervista di Giovanni del suo viaggio sul Cammino di Compostela in bicicletta !

È stato facile trovare dei posti per bivaccare ?

Non ho mai avuto problemi per bivaccare in bici. Ma io sono un po ‘selvaggio ! Se trovo un posticino, me lo studio un attimo e basta che non ci sia l’Uomo, che sia fuori da tutto, che sia in campagna, che sia in mezzo la natura, che sia su una spiaggia deserta. Ho sempre trovato da bivaccare, ovunque.

dall italia alla spagna in bici intervista

Il tuo più bel ricordo del viaggio ?

Cavolo ! Ho un sacco di ricordi meravigliosi ! Sicuramente, la soddisfazione di arrivare a Granata e di rendermi conto che non è stato proprio difficile arrivarci. Perché all’inizio quando guardavo la carta, mi dicevo : « Ciao, è lontanissimo ! ». Invece, il giorno in cui sono arrivato a Granata, sono arrivato da un passo di una montagna abbastanza enorme, lì sopra la citta. Avevo fatto 1800 metri di dislivello. Ho incontrato il mio amico ed è stato il momento migliore. È stata una figata !

Il mio amico mi ha ospitato 2 giorni a casa sua. Solo che lui non aveva capito che io avevo più di 100 chilometri sulle mie gambe. Quindi, sono arrivato alle 5 del pomeriggio e lui stava chiudendo la sua pizzeria. Poi, invece di portarmi a casa sua, mi ha portato in un locale e sono andato a dormire alle 6 del mattino ! Ero distrutto… Io volevo andare a dormire ancora alle 9 di sera, invece… !

Un altro ricordo bellissimo : una sera mi ero accampato su una montagna. Mi ha svegliato un cinghiale che si era appoggiato sulla tenda ! Ma era proprio letteralmente appoggiato alla tenda !

Il tuo ricordo peggiore ?

Nel viaggio in bici, il momento peggiore è stato l’incontro con l’Uomo. Mi sono accampato sotto un ponte, in Spagna, vicino a Murcia. Perché seguendo Google Maps, sono arrivato in un punto in cui il sentiero finiva sotto questo ponte. Quella sera lì si era l’alta marea. Quindi non potevo andare al di là del ponte. Ero talmente stanco che mi sono fermato qua.

Mentre dormivo, verso le 2 di notte, mi sono svegliato di colpo e mi sono trovato 2 ragazzi davanti a me. Dormivo talmente bene che è stato uno choc. Trovare 2 persone in un posto dove sentivo solo il silenzio e le rumori della natura mi ha veramente sbalzato dal sacco pelo. Mi sono messo a urlare come un pazzo ! Alla fine, stavano scappando dalla polizia e mi hanno chiesto dove potevano passare. Io avevo la bici che era stata immersa nell’acqua perché si era alzata la marea. Quindi, si sono tuffati con i vestiti e mi hanno ringraziato ! Ma li, al momento è stato veramente pauroso, stavo dormendo profondamente…

viaggi in bici intervista di luca bici nel fango

Ti sei allenato per fare così tanti chilometri in bici in poco tempo ?

Ero già allenato perché faccio tante uscite nelle mie zone. Ma più che il fisico, è la mente. Se decidi di andare, di stare nel positivo, di sorridere, riesci ad andare senza troppa fatica ! La voglia ti fa andare ovunque.

🚴🏻‍♀️ Vi piacera anche la filosofia di Marceau sul viaggio in bici.

Hai viaggiato in bicicletta durante la crisi sanitaria del 2020. Hai incontrato delle difficoltà particolare ?

Stando le nostre televisione, era impossibile muoversi e viaggiare. Invece, non ho mai avuto problemi. Anzi, al confine tra la Francia e la Spagna, mi hanno anche salutato. Erano contenti e sorpresi di vedere uno in bicicletta che passava da lì !

Cosa diresti alle persone che hanno voglia di partire in bici ma che non si osano ?

Io direi di andare. La vita è una sola. Bisogna approfittare del tempo che abbiamo per andare, fare, scoprire e viaggiare.

Qual’è la tua prossima destinazione ?

Parto per l’India con Giuseppe ad ottobre e novembre 2023. Mi sto preparando un po ‘fisicamente. Ma soprattutto, cerco di prepararmi con la mente perché devo dire che l’altezza mi preoccupa un po. Certo, ho l’abitudine di andare in quota ma non così alto con lo sforzo fisico per tanto tempo. Quindi, cerco di essere pronto, dai !

Dove possiamo seguire le tue avventure ?

Potete trovarmi su Instagram.

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3 commenti su “4400 km, dall’Italia alla Spagna : intervista di Luca”

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