Ladakh – Annapurna: in bicicletta sul tetto dell’Asia

ladakh Annapurna à vélo

Da anni Giuseppe gira il mondo in bicicletta, con un attrezzatura minima e un desiderio costante di scoprire luoghi nuovi. Con CycloVagabond condivide questa passione per l’avventura su due ruote, organizzando viaggi accompagnati in piccoli gruppi, lontani dai circuiti classici, dove l’autonomia, la natura e l’imprevisto hanno tutto il loro spazio.

Il racconto che segue ripercorre uno dei suoi viaggi più belli in bikepacking. Nell’ottobre e novembre 2023, ha viaggiato in bicicletta in India e Nepal per 2 mesi attraverso l’Himalaya. Partito da solo da Nuova Delhi, Giuseppe ha attraversato il Ladakh, ha costeggiato la mitica strada Manali-Leh, ha superato passi vertiginosi per raggiungere il confine nepalese. In Nepal ha incontrato due compagni di viaggio e con loro ha intrapreso il circuito dell’Annapurna. Insieme hanno superato il passo Thorong La Pass a 5416 metri, prima di raggiungere Kathmandu.

Un viaggio intenso, filmato, vissuto dall’interno, raccontato qui con emozione.

Viaggio in bicicletta in India e Nepal: un’avventura fuori dal comune

Sono un cicloviaggiatore minimalista. Con gli anni e le esperienze accumulate in giro per il mondo, ho imparato a viaggiare in bicicletta con lo stretto necessario. Sono riuscito a trovare l’attrezzatura quasi perfetta, senza essere troppo esigente.

Adoro esplorare in bicicletta quei luoghi dove ancora ci si chiede: «Ma perché andare lì?».

Dopo diversi viaggi, prima con lo zaino e poi in bicicletta, il richiamo dell’Himalaya indiano è diventato irresistibile. Avevo bisogno di andarci; l’idea mi frullava in testa da troppo tempo. Così ho iniziato a tracciare un itinerario su carta.

Giorni di riflessione, ricerche, dubbi. Poi l’itinerario ha preso forma: partenza da Nuova Delhi verso la traversata del Ladakh, poi discesa verso i confini settentrionali, al confine con il Tibet e il Nepal. Successivamente, rotta verso il Nepal per raggiungere le alture dell’Annapurna.

Un viaggio in bikepacking che alla fine durerà 2 mesi per poter percorrere serenamente queste zone rurali, selvagge e lontane dal turismo.

Bikepacking in India

Un incontro decisivo: racconto di un viaggio in bicicletta in Nepal

Qualche mese prima della partenza, ho partecipato alla fiera del cicloturismo di Bologna. Lì ho presentato i miei viaggi guidati in bicicletta ai futuri viaggiatori e ho osservato l’evoluzione del mondo del bikepacking in Italia. Il mio stand era un punto d’incontro, un modo per condividere la mia esperienza, mostrare le mie foto e la mia attrezzatura.

È in mezzo alla folla che incontro Marco e Davide. Si fermano, guardano, fanno domande. C’è feeling. Fanno parte del collettivo Esplora CC, un gruppo di artisti visivi e avventurieri. Non hanno una destinazione, ma il desiderio di realizzare un documentario.

La loro idea è semplice: accompagnarmi in un viaggio, mentre loro filmano. Ci penso un attimo, poi propongo loro il mio progetto sull’Himalaya indiano e nepalese.

L’entusiasmo è immediato! Il giorno dopo ricevo una telefonata da Davide: «Ciao, quando partiamo?».

Tutto accelera. Sponsor, organizzazione. Nell’ottobre 2023 ci ritroviamo a Mahendranagar, al confine tra India e Nepal. È lì che iniziano le riprese di «Lung-Ta, Cavalli al Vento», 40 giorni di giungla, montagne e superamento dei propri limiti fino a Kathmandu.

Thorong la Passin bici
viaggio in bici in india

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La preparazione prima del Ladakh e del Nepal in bicicletta

Prima di partire, l’entusiasmo era alle stelle. Ma non bisogna mai sottovalutare i pericoli dell’altitudine. Ascoltare i segnali del proprio corpo e della propria mente aiuta a non superare il punto di non ritorno. E a ragione, perché il corpo può cedere senza preavviso! E quando si manifesta il mal di montagna, c’è un solo rimedio: scendere…

La preparazione mentale è importante quanto quella fisica. Conoscere se stessi, ascoltare le proprie sensazioni, rimanere lucidi.

Per quanto riguarda l’attrezzatura, bisogna prevedere tutto: un sacco a pelo confortevole a 0 °C, un materasso che isoli dall’umidità, buoni indumenti termici e una tenda adatta alle temperature rigide.

Le variazioni di temperatura sono estreme: +30 °C di giorno, -20 °C di notte. Eravamo soli, autonomi, con tutta l’attrezzatura da bivacco, da bicicletta, ma anche per le riprese.

Da leggere anche: la testimonianza di Marco sul Nepal in bicicletta

Bivacco in bici in India

L’India in bicicletta: scontro di culture e grande traversata

L’India è un mondo a parte. Un mosaico di culture, contrasti, credenze. La gente vive in modo diverso, con una filosofia che a volte ci supera. Gli indiani sono davvero un popolo incredibile! È la religione? La loro spiritualità?

Una cosa è certa: sta a noi adattarci, entrare nel loro ritmo. A volte dobbiamo accettare di non capire nulla e andare avanti. Allora tutto diventa più facile!

Andare in bicicletta in India significa perdersi tra i profumi delle spezie, nella polvere dei villaggi, incontrare persone che vogliono sapere tutto di te. Significa attraversare fiumi sacri, ammirare templi, sentire una spiritualità onnipresente.

E poi c’è la strada da Manali a Leh, questa maestosa strada sul tetto del mondo dove uscirne sani e salvi è già un’avventura! Infatti, è una delle strade più pericolose al mondo. In alcuni tratti, il traffico di camion è intenso. Ne ho visti diversi ribaltati nel burrone più volte…

In ogni caso, raramente se ne esce indenni, perché si è costantemente confrontati con emozioni estreme.

l'india in bici

Arrivo al confine nepalese in bicicletta, cambio di mondo

Dopo più di un mese in India, arriva il giorno del passaggio in Nepal. I confini sono zone particolari. Punti di svolta dove si notano i cambiamenti: la lingua, i volti, le credenze. Se osservate ciò che vi circonda, noterete che anche il traffico cambia. Le persone attraversano a piedi con i loro carichi sulle spalle. Altre vengono bloccate dalle forze dell’ordine durante i controlli.

Il confine di Mahendranagar è un crocevia ribollente di cultura e scambi di ogni tipo. Ero l’unico occidentale ad entrare in Nepal da questo confine non turistico.

E poi, il Nepal è la calma dopo la tempesta. Passiamo dall’induismo indiano al buddismo nepalese, dove tutto è più sereno e meno frenetico. Meno rumore, più dolcezza. Con Marco e Davide, iniziamo la salita verso la valle dell’Annapurna.

Strada Manali Leh in bici

Thorong La Pass: la notte della sua scalata in bicicletta

Raggiungere i 4000, poi i 5000 metri in bicicletta, mentre si gira un documentario, richiede una concentrazione assoluta. Il corpo è spinto al limite. Anche la mente, perché oltre allo sforzo fisico, tutti i nostri sensi sono in allerta! Vogliamo catturare i dettagli del paesaggio e raccontare, nel film, le sensazioni che proviamo in ogni momento trascorso sull’Annapurna.

La salita al passo Thorong La Pass, di notte a -20 °C, rimane un momento mistico, spirituale e fisicamente molto duro. Quando ci svegliamo alle 2 del mattino, le tende sono ghiacciate all’interno! Fuori, le biciclette e le borse sono ricoperte di brina. Trema e batto i denti mentre ripongo la mia attrezzatura. Dopo aver mangiato velocemente un sacchetto di cibo liofilizzato, ci mettiamo in marcia su un sentiero sassoso in salita. Dobbiamo spingere le nostre biciclette per gran parte del percorso fino alla cima…

Ma siamo così eccitati che quando raggiungiamo la vetta a 5416 m, i nostri corpi si sono già adattati molto bene.

In cima, un brivido mi percorre la schiena. Ho un flashback di tutto quello che è successo prima di arrivare a questo punto. 60 giorni di viaggio. Mille ricordi nella mia testa. È ora di scendere verso Kathmandu.

Da leggere anche: Quale attrezzatura portare con sé per un bivacco in bicicletta?

Népal in bici

Katmandou : ritorno alla civiltà

Ritornare alla civiltà dopo un’esperienza del genere non è mai facile. Ci si ritrova catapultati nella vita quotidiana con molte difficoltà! Bisogna reimparare a vivere al ritmo delle persone che ci circondano, della nostra famiglia.

Ma raccontare significa rivivere. Certo, il film “Lung-Ta, Cavalli al Vento” su Prime Video, descrive il lato sportivo. Ma testimonia anche tutta la dimensione umana del viaggio: la preparazione, l’incontro e le persone che ti accolgono.

Questo viaggio in bicicletta in India e Nepal mi ha ricordato ancora una volta una cosa essenziale: bisogna solo accettare e apprezzare la differenza e i sorrisi. Aprono il tuo cuore e la tua mente. Namasté.

Giuseppe di CycloVagabond in Nepal

L’avventura in bicicletta inizia quando si ha il coraggio di provarci

Viaggiare in bicicletta è molto più che andare dal punto A al punto B. È un modo per incontrare se stessi, aprire gli occhi sul mondo e lasciarsi trasformare dall’imprevisto. Questo viaggio tra il Ladakh e l’Annapurna mi ha ricordato che le avventure più belle nascono spesso dal lasciarsi andare.

Prendete una bicicletta, caricatela con ciò che pensate vi servirà e trovate la destinazione che può offrirvi un’esperienza unica. Aprite la vostra mente, perché se accettate ciò che vi capita, vivrete esperienze meravigliose. Non importa la vostra età, il vostro status sociale, dove andate; vivete appieno i vostri desideri, e il resto è solo utopia.

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Crediti foto @esplora.cc

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